Facente probabilmente parte dell’antico regno di Matilde di Canossa, il nome di Bazzano viene menzionato per la prima volta in un documento del Maggio 921 e poco dopo in un “Placito” del Giugno dello stesso anno, tenuto da tale Conte Adalberto, contro il giudice Boniprando il quale aveva usurpato “Terre poste in Bazzano”. Il nome compare anche in un altro documento datato 11 Giugno 1005.

Carte matildiche (Musei Vaticani)

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All’ inizio del 1300 i Signori di Bazzano furono alcuni membri della famiglia dei Da Correggio. Il primo a prendere possesso di Bazzano fu Giberto Da Correggio, durante gli anni in cui fu Signore di Parma, dal 1303 al 1316. Quando fu cacciato dalla città, fortificò i suoi castelli, tra i quali quello di Bazzano. Alla sua morte Giberto lasciò Bazzano e gli altri suoi possedimenti ai tre figli Azzo, Simone e Guido, ma alla loro morte avevano perduto tutti i loro beni. Nel 1346 Luchino Visconti venne in possesso di Bazzano ma poco dopo la cedette a Giberto II, figlio del sopra citato Azzo. Quando Giberto II morì, i suoi feudi ritornarono alla Camera Ducale di Milano, la quale il 29 Luglio del 1402 li consegnò a Ottobuono, Jacopo e Giovanni Terzi. Alla morte di Ottobuono, la potenza dei Terzi cadde e un altro Da Correggio, tale Galasso, occupò Bazzano e parte dei feudi dei Terzi appropriandosene. Nel 1416 Galasso ottenne per questi possedimenti ampia Investitura da parte di Federico II. Alla morte di Galasso gli succedette il fratello Manfredo e quando questi morì, nel 1474 i feudi tornarono di nuovo alla Camera Ducale, la quale ne fece dono a Lodovico Sforza, Conte di Mortara. Successe che una componente della famiglia Sforza andò in sposa all’ allora Marchese Ercole D’Este, il quale ricevette come dote dalla moglie diversi luoghi sui confini del fiume Enza, tra cui Bazzano. Ebbe così inizio una lunga disputa tra gli Estensi e il Ducato di Parma a causa di questi luoghi, fino a quando, nel 1512, Papa Giulio II, un esponente della famiglia Rovere, divenne Signore di Parma e ordinò che le suddette terre venissero annesse alla sua giurisdizione. Gli Estensi si opposero fermamente, non cedettero in alcun modo i territori sul fiume Enza, anzi in un documento del 1590, il Duca di Ferrara donava il Feudo di Bazzano a tale Ugo Pepoli. Anche ai tempi di Ranuccio I Farnese, Signore del Ducato di Parma e Piacenza, si tentò invano di recuperare Bazzano ma le cose rimasero immutate fino ai primi anni del 1800. Nel 1811 la Francia nella figura di Napoleone Bonaparte occupò il Parmense, il fiume Enza fu preso come confine con la provincia reggiana, così Bazzano tornò a far parte del territorio Parmense. Alla caduta dell’Impero Napoleonico, con la Restaurazione, le cose tornarono come prima e Bazzano passò al Ducato di Modena. Fu solo nel 1844 che i Governi di Parma e Modena, con una Convenzione, che entrò in vigore nel 1848, stabilirono che il fiume Enza fosse il confine naturale ideale fra i due Stati. Fu così che Bazzano tornò definitivamente al Parmense.

IL CASTELLO
Su alcuni libri che riportano la storia di Bazzano, si parla di un Castello nel quale hanno vissuto, avvicendandosi i vari  proprietari del feudo e si presume fosse collocato sul Monte Castello dal quale ne deriva poi il nome. Molto più probabilmente il castello di cui si parla è in realtà una piccola corte che si trova nel Borgo antico del paese. Probabilmente appartenuta ai vari Da Correggio, Visconti, Terzi, Sforza, Estensi e Farnese. Sicuramente appartenuta e tuttora di proprietà della famiglia Costa. Dalla quale prende il nome anche l’ agglomerato di case antiche e più recenti che si sono sviluppate attorno ad essa. All’interno di questa corte, in una delle stanze si trova uno splendido affresco di un anonimo, chiamato La Madonna con il fiore.

"Il Castello di Bazzano": tutta la storia
tratto da "Castelli Parmigiani" di G. Capacchi, Artegrafica Silva Ed.